Mensa della Fraternità

Un po’ di storia…

L’attuale problematica socio – economico che affligge l’umanità, crea fortissimi disagi alle famiglie povere italiane e agli immigrati. La cosiddetta globalizzazione ed i particolari momenti politici di alcune nazioni, fanno arrivare nel nostro paese, facilmente raggiungibile via mare, un forte numero di persone e/o famiglie che, non trovando immediata occupazione, sono bisognosi di ogni assistenza. Su queste problematiche, il Parroco don Giuseppe Carmelo e un Gruppo di Adulti della Parrocchia di S. Lucia a Mare, nell’ambito delle proprie attività, ispirati dalla lettera Enciclica di Papa Benedetto XVI “CARITAS IN VERITATE”, nell’autunno del 2009 avviarono una serie incontri nei quali venne analizzata la forte crisi economica che stava sempre più incalzando. Approfondendo, inoltre, le reali esigenze del territorio, ritennero necessario creare nella Parrocchia, una piccola mensa a sostegno delle persone che normalmente trovano difficoltà a procurarsi cibo. Tale momento di ristoro, anche se per una volta al giorno, è gratificante per il corpo e per lo spirito delle persone in sofferenza. Un momento di calore umano e di aggregazione, che certamente avrebbe dato sollievo a fratelli infreddoliti non tanto dal clima ambientale, ma dall’indifferenza di molti e soprattutto dal rifiuto che, grazie a Dio, fa parte del DNA solo di alcuni.

Come afferma il Sommo Pontefice nella sua ultima Enciclica “… ogni società elabora un proprio sistema di giustizia. La carità eccede la giustizia, perché amare è donare, offrire del mio all'altro; ma non è mai senza la giustizia, la quale induce a dare all'altro ciò che è suo, ciò che gli spetta in ragione del suo essere e del suo operare. Non posso « donare » all'altro del mio, senza avergli dato in primo luogo ciò che gli compete secondo giustizia. Chi ama con carità gli altri è anzitutto giusto verso di loro…” .

 

Oggi

La Mensa della fraternità è gestita dalla Caritas della Parrocchia di S. Lucia a Mare; fornisce il pasto tutti i giorni (dal lunedì alla Domenica) alle persone (70/80) che vivono un chiaro disagio materiale e sociale.

Anche il Lunedì sera (grazie ai giovani-adulti della Parrocchia) e il Giovedì sera (a cura di un generoso gruppo di fratelli e sorelle dell’U.N.I.T.A.L.S.I.) è possibile trovare accoglienza, calore umano e un pasto.

La conduzione della Mensa della Fraternità è sempre garantita dalla Divina Provvidenza che sta sensibilizzando il cuore di tanti fratelli e sorelle nel donare materie prime per la preparazione del pasto caldo, e servito dalle persone in turnazione. Spesso pietanze già preparate vengono donate da sorelle della comunità parrocchiale o dalle zone limitrofe, quali secondi, contorni, dolci, ecc. e ulteriormente offerti agli utenti.

 

Le persone impegnate nel Servizio di mensa sono circa 60 con turnazioni da 5 a max 8 persone. La responsabile della Mensa si interessa anche di contattare i fornitori per la donazione delle materie prime, in particolare pane, pasta, pelati e frutta. In casi particolari  si reperisce, ciò che serve, dalle donazioni che periodicamente arrivano in Parrocchia da benefattori e dal fondo “Mensa della fraternità” che viene alimentato con il contributo dei volontari e dei benefattori.

Vari gruppi si alternano per offrire il proprio servizio con la cucina e la distribuzione del pasto: un martedì al mese ci sono dame e cavalieri dell’Ordine di Malta e un sabato al mese i volontari del C.I.S.O.M.

Altri gruppi provenienti da varie Parrocchie della Diocesi e della Regione chiedono durante l’anno di fare servizio ai poveri, consapevoli che donando un sorriso o una carezza al fratello povero dona una gioia non facilmente misurabile.

 

Anche se gli spazi, che la Parrocchia di S. Lucia a Mare mette a disposizione per la mensa della fraternità, sembrerebbero inadeguati per offrire la migliore accoglienza possibile, comunque sono considerati una “manna”, perché ci aiutano, per quello che ci viene richiesto e per quanto riusciamo ad offrire, a far fronte alla forte emergenza sociale rilevata; ma soprattutto ci danno l’opportunità di condividere un pezzo della nostra storia, con chi è meno fortunato o non ha saputo dare un senso alla sua vita e sapergli donare la speranza che ancora si può fare molto se impariamo a guardare di più in Alto e ad aprirci all’altro.

 

La carità evangelizza (don Giuseppe Carmelo)

Di fronte alla domanda: come vivere con più audacia evangelica il nostro servizio con i poveri, tenendo conto del nostro impegno specifico, dico innanzitutto che dobbiamo credere nei poveri come persone con una propria dignità. Una dignità che se smarrita o persa va recuperata, mediante uno stile che privilegia la fraternità ed i mezzi poveri, lo stile scelto da Gesù, che rimette in piedi il povero. Uno stile di vita che ti fa condividere sofferenze, lotte, momenti di fraternità, speranze e sogni di nuove realtà da costruire assieme, persone da volere bene, che ti fanno sperimentare la bellezza del vangelo condiviso e la dolcezza del condividere ed aiutarsi tra poveri. È questo il motivo che mi ha spinto a chiamare la Mensa gestita dalla Caritas della Parrocchia S. Lucia a Mare, dove sono Parroco, “Mensa della Fraternità” e intitolata ad Antonio Strizzo, un vecchietto che all’età di 88 anni fu tra i primi a presentarsi quando questa fu aperta (4 novembre 2009). Antonio era una persona sola, non poverissima, ma in quanto solo, trasandato e con precarie condizioni di salute. L’attenzione, l’amore e le cure mediche che gli furono riservate fecero di Antonio una persona totalmente diversa, irriconoscibile in quanto aveva riacquistato la vera dignità, che purtroppo aveva smarrito. Coniammo una frase: “Il miracolo dell’amore”.

La mensa della fraternità è ora un’esperienza arricchente anche per tante persone che dal Signore hanno ricevuto la possibilità di gestire qualche bene materiale in più. Spesso ci vengono a visitare anche con abiti di un certo livello, e direi … “con la puzza sotto al naso”, ma poi…  restano coinvolti, collaborano nel servizio, offrono soldi e molte cose perché sperimentano la realtà e come concretamente i poveri sono trattati da persone, senza differenze di razza, cultura, ceto o benessere. Con la carità si evangelizza, e l’esperienza della mensa mi ha aiutato pastoralmente a parlare più concretamente di Gesù Cristo e del Suo Vangelo.

A volte capita che la persona generosa per il tempo che mette a disposizione o per qualche bene materiale offerto, conserva il controllo: dà ciò che vuole, quando e come vuole. C’è così una distanza fra chi dona e chi riceve, mentre invece la generosità che Dio ha posto tra le mie mani deve condurre a un incontro: l'incontro con una persona debole e perciò più di ogni altra amata da Dio. Perciò ogni giorno voglio imparare a scorgere negli occhi del povero, quelli del Tradito e Rinnegato e conoscere la sua storia facendomela raccontare. “Più che un pezzo di pane oggi so offrirti il mio ascolto. Ho scoperto come ti chiami, la ricchezza dei tuoi doni, le tue sofferenze. Da questo vero incontro il mio cuore ne è toccato ed ha così inizio una qualità diversa del mio servizio, perché ora entro in una comunione di cuore con te. Divento vulnerabile nei tuoi confronti. Non c'è più superiore e inferiore, siamo fratelli e sorelle. C’è un'alleanza fra noi. Il mio cuore si è trasformato”.

È la trasformazione dell’essere che è toccato dal vangelo della carità; è la meraviglia del servizio al povero, dove è importante avere una relazione e un incontro vero con i poveri, vivere con loro come un povero, per il Regno di Dio, il regno dell’Amore, dove ogni giorno, io prete, suora, laico o altro sono chiamato a scoprire o riscoprire la verità del Vangelo in quella persona amata da Dio che è nascosta dietro la lebbra (l’esperienza di Francesco d’Assisi) o al lezzo di un senza fissa dimora.

Se avessimo più presente quella meravigliosa frase “Beati i poveri in spirito”, più facilmente faremmo cadere tutti i muri e i pregiudizi che chiudono il cuore e condizionano le sue azioni: noi cristiani dobbiamo essere liberi di fronte a ciò che la società pensa e/o annuncia. Se essa vuole l’uomo Übermensch dotato di ricchezza, salute, bellezza, potenza, fama, ammirazione, noi invece privilegiamo l’esatto contrario: l’uomo sporco per lavarlo, la persona piagata per guarirla, l’affamato per nutrirlo, il senza fissa dimora dal cattivo odore per riempirlo di un profumo speciale che è in vendita solo nella bottega dell’artigiano di Nazareth e si chiama AMORE. Questo è il vero segreto della gioia.

Rendiamo più grande la nostra gioia, pensando anche a forme di lavoro od altre fonti di entrata per i nostri fratelli, affinché possano guadagnarsi con il loro sforzo il pane per le proprie giornate, così da non più bisogno dell’elemosina, spesso mortificante e senza amore e per questa umiliante.

Che lo scopo della vita sia fare della vita un dono agli altri.

“…Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare,

ho avuto sete e mi avete dato da bere…” (Mt 25,35)

Regolamento Mensa

 

 

 

 

OBIETTIVI

 

Alimentare il precetto della carità: virtù che lo Spirito Santo diffonde nel cuore di tutti i membri della chiesa.

 

STRATEGIE

 

Sul piano dello spirito…

1.1 Preghiera individuale e comunitaria;

1.2 formazione: catechesi sul “servizio”;

1.3 prima del servizio momento di preghiera del gruppo  (riflessione sul  Vangelo del giorno).

 

Sul piano del servizio…

 

2.1  L’inizio del servizio per gli operatori è fissato per le ore 10,30 (momento di preghiera);

2.2  Ogni operatore curerà personalmente i tavoli che gli saranno assegnati dal responsabile (apparecchiare, servire, sparecchiare, riordinare);

2.3  Gli operatori comunicheranno al responsabile il numero dei posti occupati.

2.4  Gli operatori addetti alla preparazione dei piatti, cureranno l’ordine e il riordino del loro settore.

2.5  Ogni tre mesi gli operatori potranno rivedere la scelta del giorno.

2.6 La loro presenza non deve superare i due giorni settimanali.

2.7  Gli operatori comunicheranno in anticipo, al responsabile, la loro eventuale assenza o  l’eventuale cambio di turno, già concordato con altro operatore.

2.8  E’ previsto un incontro mensile di riflessione e di verifica.

2.9  Gli operatori, dopo aver espletato il servizio lasceranno, tutti insieme, i locali della mensa alle ore 13,00.

 

Italo e Dora      

 

Progetti

La Caritas Parrocchiale

 

in cammino per animare la carità...

 

...È un organismo pastorale istituito per animare la comunità con l’obiettivo di aiutarla a vivere la testimonianza non solo come fatto privato, ma come esperienza comunitaria. La Caritas parrocchiale aiuta a cogliere il senso di Chiesa fraterna perché ha il compito di coniugare strettamente liturgia, catechesi e carità dentro un cammino di comunione e di condivisione.

 

I nostri progetti d’amore...

1. Centro d’Ascolto

2. Attenzione agli ammalati e anziani del territorio

3. Raccolta e distribuzione alimenti

4. Raccolta e distribuzione indumenti

5. Mensa della fraternità “Antonio Strizzo”

 

 

 

 

 

Raccolta e distribuzione alimenti

 

"L’uomo che soffre ci appartiene" (Giovanni Paolo II)

La Caritas parrocchiale raccoglie generi alimentari da distribuire alle famiglie in difficoltà.

 

In particolare abbiamo bisogno di biscotti, latte a lunga conservazione, olio, pasta, zucchero, caffè, legumi, pelati e tonno in scatola. La distribuzione dei generi alimentari viene effettuata a seconda delle necessità.

Un gruppo di volontari si dedica a questo servizio che comprende il ritiro di generi alimentari dai vari donatori, la sistemazione in magazzino, il confezionamento delle borse di spesa e la consegna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Centro di Ascolto

 

“Il primo servizio che si deve al prossimo è quello di ascoltarlo.

 

Come l’amore di Dio comincia con l’ascolto della sua Parola, così l’amore per il fratello si esprime nell’ascolto della sua persona.

È per amore che Dio non solo ci dà la sua Parola, ma ci porge anche il suo orecchio. Altrettanto è opera di Dio se siamo capaci di ascoltare il fratello”.   (Bonhoeffer)

Il Centro di ascolto è un servizio di accoglienza, ascolto, accompagnamento ed orientamento. È attivo il ­­­­­Martedì e il Mercoledì dalle 10.30 alle 12.00 presso i locali della parrocchia.

Due operatori mettono a disposizione la loro umanità, nell'ascolto di coloro che ritengono voler condividere povertà e disagi, per trovare conforto e possibile soluzione ai loro problemi.

 

 

 

 

 

 

 

Accanto agli anziani e ammalati del territorio

 

“Sono stato fanciullo e ora sono vecchio

e non ho mai visto il giusto abbandonato”

(Sal 37,25)

 

 Molti anziani della nostra comunità,   vivono in condizioni precarie, qualcuno senza una famiglia alle spalle che gli stia vicino nell’alleviare i suoi  problemi e confortarlo nei momenti di solitudine.

Alcuni animatori della Caritas impiegano parte del loro tempo per far attività di assistenza ad anziani bisognosi parzialmente o non autosufficienti e soli. Svolgono commissioni di vario tipo (certificati, medicine, accompagnamento per visite mediche ecc.). È importante che gli anziani continuino a interessarsi alla comunità e a nutrire il desiderio di farne parte. La comunità, da parte sua, deve saperli accogliere come un dono e allo stesso tempo deve sapersi porre come un dono per essi. Da diversi anni, tanti di loro vengono coinvolti nel progetto “Estate con gli anziani” e trascorrono 15 giorni di vacanza montana.

 

 

 

 

 

 

Raccolta e distribuzione indumenti

 

"Ero nudo e mi avete vestito” (Mt 25,34)

 

La Caritas parrocchiale provvede anche alla raccolta e alla distribuzione di generi di vestiario per i fratelli che vivono in condizioni disagiate. Gli indumenti  si consegnano in Parrocchia nei giorni stabiliti (di norma il secondo e il quarto sabato del mese dalle ore 17,30 alle 19,00) ai volontari preposti a tale servizio che provvederanno alla loro distribuzione ogni giovedì dalle ore 10,45 alle ore 11,45.

 

 

 

 

 

 

 

Mensa della fraternità

 

“Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare” (Mt 25,35)

 

“Servizio come opera-segno: segno per i poveri di un Dio che è amore, accoglienza e perdono; segno per i cristiani di come essere fedeli al Vangelo, segno per il mondo di cosa sta a cuore alla Chiesa”. (dalla Carta Pastorale della Caritas italiana)

Da cinque anni opera nella nostra comunità parrocchiale la “Mensa della Fraternità”.  È attiva tutti giorni dalle 10,30 alle 13,00 e il lunedì e giovedì dalle 18.30 alle 20.30.

Grazie all’impegno profuso da numerosi volontari adulti e giovani nell’allestire la sala-mensa, servire ai tavoli, pulire e preparare il pranzo, ogni giorno  vengono accolti  circa 70 fratelli, ai quali viene donato un pasto caldo che comprende  un primo, un secondo con contorno, frutta, acqua, caffè e spesso anche il dolce. Periodicamente si provvede anche alla distribuzione di un cestino contenente latte e biscotti.  Con questa iniziativa si donano sorrisi e calore umano a chi è solo, triste e senza nulla. Ma è anche l’occasione per conoscerli, parlare, fare amicizia, comprendere le loro problematiche e magari attivarci per una soluzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Grazie per la vostra generosa collaborazione: ci state aiutando a fare molto per gli altri.

Il Signore vi ricompensi con il Suo AMORE !

 

Il Parroco- don Giuseppe Carmelo

e i Responsabili e collaboratori della Caritas

 

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